foto

Il Modello 231- Risk management sanitario: requisito per l'accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale?

Il notevole aumento della spesa sanitaria a livello mondiale – dovuta anche all'aumento della prospettiva di vita della popolazione – ha comportato, nell'ultimo periodo, una crescente attenzione da parte dei Governi nazionali e regionali volta ad affinare le tecniche di pianificazione, programmazione e controllo del servizio sanitario. Di pari passo, le innovazioni normative che hanno interessato nell'ultimo decennio il settore sanitario hanno avviato processi di cambiamento radicali, soprattutto nelle modalità di gestione delle strutture sanitarie e nella cultura che ne consente il mantenimento. Innanzitutto, il Legislatore ha attuato una progressiva "aziendalizzazione degli enti ospedalieri" e determinato la conversione metodologica della gestione degli stessi: ha, così, favorito la nascita di una gestione delle strutture orientata ai principi della economia di scala e del massimo efficientamento, strumenti necessari per garantire, da un lato, un maggiore risparmio e, dall'altro, una congruenza tra le risorse pubbliche stanziate ed il servizio sanitario offerto. Nel solco del suddetto percorso, si sono innestate le nuove fonti normative, introdotte a livello nazionale e replicate in quello regionale, che hanno qualificato come doverosa l'adozione del Modello da parte delle società che operano con il Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, seppur gradualmente, il legislatore ha riconosciuto al Modello funzioni che – eccedendo l'originario ruolo di strumento di tutela dell'Ente in sede penale – diventano pre-requisito essenziale per la società che intenda rapportarsi o operare in convenzione con le Pubbliche amministrazioni. Orbene, vista la crescente implementazione dei modelli 231 nelle strutture accreditate per le attività in regime di ricovero e per le Case di Cura private, è necessario effettuare una sensibile e macroscopica attività di mappatura delle aree di rischio dell'attività societaria che possono comportare la commissione di reati da parte dei soggetti interni alla struttura sanitaria. Detta attività di mappatura e gestione del Rischio Clinico identifica il processo che, attraverso la conoscenza e l'analisi dell'errore – effettuata tramite sistemi di report, utilizzo di banche dati ed indicatori di sistema – conduce all'individuazione e alla correlazione delle cause di errore, fino al monitoraggio delle misure atte alla prevenzione dello stesso e all'implementazione e sostegno attivo delle relative soluzioni. In questa nuova ottica, il Modello 231 – in quanto Modello organizzativo e di gestione – diventa, non solo uno strumento di tutela dell'ente verso il rischio-reato interno, ma anche uno strumento di autocontrollo e di garanzia dell'efficienza delle attività erogate con il finanziamento di fondi pubblici.